Nicola Santangelo

A questa figura Busso dedica la sua Piazza " Piazza Nicola Santangelo "

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 La figura di Nicola Santangelo (1785-1851)  Originario di Busso, come tutta la sua famiglia nacque nel 1785  (suo padre  Francesco) studiò a Napoli - e qui rimarrà a vivere, movendo i primi passi di una carriera che lo porterà, in tempi relativamente brevi, a diventare Ministro degli Interni del Regno Borbonico, un incarico conservato per sedici, lunghi anni, fra il 1831 e il 1847. Diciamo pure, allora - senza cadere nella trappola del municipalismo - che il Molise fu una delle regioni che, come tante altre del Regno, risentì del benefico influsso di Santangelo e della sua presenza al governo.

 Nicola Santangelo, tuttavia, non fu solo ministro, anche se é ricordato soprattutto per questo. Nel periodo che precede il 1831 si distingue, anzi, già in parecchi luoghi e compiti: nei primi anni dell'800 lo troviamo Segretario dell'Intendenza in Terra di Lavoro  e la Terra di Lavoro non era altro che l'odierna provincia di Caserta -, poi Intendente in Basilicata, Calabria e in Capitanata , e proprio a Foggia promuove la nascita del Teatro Comunale e del Monte di Pietà, il riordino dei pascoli del Tavoliere, incrementa le fiere e la realizzazione di varie opere pubbliche. Gli inizi della sua carriera amministrativa, dunque - per la quale lascia quella giuridica -, già anticipano una volontà riformatrice e un'intraprendenza che hanno poco a che fare con l'immobilismo sonnolento del Regno e che fanno, non a caso, di quest'uomo una specie di mosca bianca nella classe di governo che ne resse le sorti sotto i Borbone. I molisani sperano in lui e in un miglioramento del loro tenore di vita e, in questo clima, Alfonso Filipponi pronuncia, a Campobasso, un discorso sul modo di far risorgere le arti e l'artigianato nel Molise dedicandolo al nuovo ministro... che non delude le attese, dobbiamo ammetterlo, e se pure non risolve tutti i problemi della regione - come forse si era ingenuamente sperato - dà comunque un notevole impulso alle sue poche, malandate industrie - impulso elogiato da Raffaele Pepe - dotandole di nuove macchine e proteggendole dalla concorrenza straniera, incrementa le colture specializzate come il gelso e lo zafferano, sollecita la Società Economica di Molise a distribuire semi di cotone e a premiare gli agricoltori più attivi. A livello "extra-regionale" tocca, invece, senz'altro ricordare l'apertura dell'Osservatorio Vesuviano nel 1847, presso il quale lavorò anche Leopoldo Pilla, l'inaugurazione della prima ferrovia del Regno sul tratto Napoli-Portici, l'apertura della S.S. Napoli-Termoli, la presidenza del settimo Congresso degli scienziati italiani nel 1845 - convocato su sua proposta da Ferdinando II -, la costituzione del primo corpo dei Vigili del Fuoco d'Italia. C'era di che ringraziarlo, da parte del popolo... ma anche di che allontanarlo, ormai, da parte di un sovrano per il quale Nicola Santangelo stava diventando troppo scomodo e invadente. E fu allontanato, con l'attribuzione di un titolo di marchese che lo esonerò, nel 1847, dall'incarico di governo.